martedì 17 marzo 2009

CRISTINA CAMPO


Due post nella stessa giornata...capita a volte capita...ho cominciato con un post sulla musica e termino con un'autrice e un libro in particolare...l'autrice è CRISTINA CAMPO lo scrivo tutto maiuscolo chissà che la possa meglio pubblicizzare un po'...perchè sono quasi certa che non la conscono molto...e me ne dispiace...

Il libro che ho qui davanti a me è GLI IMPERDONABILI, oramai si può dire che lo conosco a memoria tanto mi piace e lo rileggo spesso.

Quello che trascrivo adesso lo prendo salla sovraccopertina del libro:

In una nota biografica che accompagnava un suo libro, Cristina Campo diceva di se stessa: "Ho scritto poco e mi piacerebbe avere scritto di meno". E il libro "Gli imperdonabili" raccoglie quasi tutta la sua scrittura...qualcuno ne sarà magari deluso...

Si dice di lei che appunto era una "imperdonabile", di lei Ceronetti dice: "Saluto una sapienza oggi fra le più strane" è forse venuto il tempo perchè i lettori si accorgano che in Italia, in mezzo a tanti promotori delle proprie mediocrità, è vissuta anche questa "trappista della perfezione".

Questo che scriverò adesso invece lo prendo all'interno del libro da un capitolo che porta il titolo "PARCO DEI CERVI":

-Maturità.Quell'attimo misterioso che nessun uomo raggiungerà prima del tempo se anche tutti i messaggeri del cielo scendessero ad aiutarlo. (e come questo sia vero!...io almeno non ho dubbi) Così nelle antiche storie il seguito delle apparizioni, tutte ugualmente eloquenti e inefficaci:la colomba, la volpe, la vecchia con la fascina di sterpi. Eppure dicono tutte la stessa cosa, ripetono e ribadiscono lo stesso avvertimento.Sarebbe facile intravedere sotto le penne, il rosso pelo o gli stracci, il lampo azzurro dell'abito della Moira....

Maturità: nè folgorazioni nè voci.Solo un precipitare improvviso, biologico vorrei dire:un punto che va toccato da tutti gli organi insieme perchè la verità possa farsi natura. Come destarsi una mattina e sapere una lingua nuova. E i segni, visti e rivisti diventano parole.

Maturità è districare continuamente dal mondo che da ogni parte sollecita e stringe (anche e soprattutto il mondo della bellezza), solo ciò che è nostro dalle origini, "quindi per destinazione".

E' una continua risposta al Tentatore sulla cima della montagna.

Le canzoni d'amore di san Giovanni della Croce. Se non avesse scritto quei tre immensi trattati per spiegarcene il senso, che ne avremmo pensato? La sua descrizione del letto di nozze "de cuevas de leones enlazado/de mil escudos de oro coronado". Così i narratori di fiabe ci descrivono le loro notti oscure, le loro salite al Carmelo. Solo i commentari essi tralasciano.Spetta a noi ricomporli.

Non so se qualcuno di chi legge riuscirà a gradire quanto me, quello che la Campo ha scritto...posso solo dire, che in questo libro ho trovato molta consolazione...ma si sa anche che ognuno si lascia toccare da letture diverse, lo stesso la musica e tutto il resto...ma un post a questa mia amata lo dovevo...anche se ne avevo già fatto uno con una sua poesia tempo fa.

7 commenti:

Surrealina ha detto...

Ho sempre avuto una predilezione speciale per gli "imperdonabili" (sarà una sorta di affinità?). Non ho mai letto Cristina Campo ma proverò a rimediare. Buona giornata Franca e un sorriso. :)

Elisa ha detto...

Ciao Franca,
vengo qui e trovo sempre nuove conoscenze. Non conosco infatti questa scrittrice, ma ho apprezzato i versi che hai trascritto, in particolare mi ha fatto riflettere l'interpretazione del concetto di maturità, come qualcosa che è sostanzialmente nostro, nella nostra natura-essenza "per destinazione".

L'immagine che si estrae da queste parole mi ha colpito:
"Maturità è districare continuamente dal mondo che da ogni parte sollecita e stringe (anche e soprattutto il mondo della bellezza), solo ciò che è nostro dalle origini, "quindi per destinazione".

Per riallacciarmi al commento che hai lasciato da me, ti dico che nemmeno qui si può venire per fare "zapping", perchè è inevitabile soffermarsi e dare attenzione a quello che proponi.

Una buona giornata!

Anonimo ha detto...

grazie sono riuscita a ritrovarti e mi piace la ricchezza delle tue proposte che rispecchiano la tua ricchezza. Non conosco la Campo e rimedierò, mi hai stuzzicato. E' bello confrontarsi per arricchirsi. Non è che io volessi restare nell'anonimato, semplicemente ho difficolta tecnologiche,il computer lo uso con poche competenze. Sono arrivata a leggerti perchè conosco Luigi e leggo il suo blog essendo appassionata dell'acquerello. Ti faccio di nuovo i miei complimenti ho apprezzato molto la tua musica sempre così varia, e la danza del grande Nureiev. Gli iris cresceranno sono molto tenaci, attendi fiduciosa.Teresa

lartedinadia ha detto...

Cara Franca,
Naturalmente Cristina Campo non la conosco. Mi colpisce in modo particolare la nota biografica. Mi piacerebbe invece che tu commentassi il testo che hai trascritto per aiutarmi a capire.
Ti auguro una buona giornata.
Ciaoooooooooooo
Nadia

mauro vecchi ha detto...

signora franca,
Cristina Campo è stata paradossalmente, una mia lettura giovanile. Dico paradossalmente perchè la gioventù coglie con difficoltà una stratificazione così delicatamente felice come quella di quest'autrice. Ammetto di essere stato aiutato in questo(per altro da un amico più giovane di me), ma già mi era chiaro quanto essa si presentasse come cristallografa della parola e inusuale percorritrice del senso. Faceva impressione a me e all'amico assieme a cui leggevo e conversavo di quest'aurtice la brevità della sua opera, segno di una forza che, lavorando ai limiti della persuasione, non si riduceva nella quantità. Ella disse cose arditissime per i nostri tempi, accettabili solo ad opera di un crogiuolo di comprensione di quelli fra i più nascosti. Seppe suscitare in noi un riservato entusiasmo ancora oggi presente a vent'anni da quelle letture.
Leggo i suoi commenti sul blog di Artemisia e ogni tanto vengo a farle visita. Mi sono permesso di lasciarle questo mio commento meravigliato (ma non sorpreso) di questo suo post su questo strordinario personaggio.
La saluto cordialmente,
Mauro vecchi.

artemisia ha detto...

Cristina Campo e Giovanni della Croce: lui lettura adolescenziale che non capivo ma mi prendeva, lei lettura della maturità che continuo a non capire (per fortuna) ma che mi incanta.

Anche su Cristina Campo, come su Simone Weil, non riesco a scrivere.

Grazie del post-

Anonimo ha detto...

Sono arrivata qua da Elisa.
E che bella sorpresa: Cristina Campo!
La prima cosa che ho letto di lei è stata " La tigre assenza" che ovviamente mi ha conquistata.
Mi piace la sua ritrosia, la sua delicatezza, la forza della sua fede.
A presto e buona giornata.Pinuccia