giovedì 19 marzo 2009

Auguri a tutti i GIUSEPPE!



Un tempo...non ricordo oramai quanti anni fa...il 19 marzo era una festa che prevedeva la sosta del lavoro...poi è stata messa assieme ad altre tre mi pare, fra quelle che non sono più considerate feste...se riflettiamo un attimo sul piano "simbolico", non c'è molto da sorprenderci in una società come quella odierna la messa in "ombra" di una festa che ci riporta al tema della "paternità"...e che invece se ancora ne viene sfruttata la ricorrenza lo si faccia solo come ulteriore spunto per non perdere occasione di fare del "business".

Proprio la figura del "padre" così mancante nell'attuale società...viene addirittura tolta dal calendario delle feste!!

Mentre invece io ritengo che ci sarebbe così bisogno di riscoprire questo ruolo...dopo aver seppellito quello vecchio e desueto di "padre padrone" o di "figura solo autoritaria" mancante della virtù della "protezione" che tale figura dovrebbe rivestire, assieme alla sua principale missione di rappresentare la "legge"...ma non voglio esprimere troppi concetti e parole mie...sono certa che ognuno che leggerà...e commenterà...avrà modo di arricchire questo tema oltre il mio spunto...e sarò ben lieta di avergliene dato la possibilità....
E' quasi un'ora che sono sulla pagina di questo post...senza riuscire a portarlo a termine come vorrei...evidentemente tutto complotta verso quella messa in "ombra"...volevo postare una mia poesia dedicata a mio "padre" e non la trovo...(forse era troppo narcisistico...e personale farlo!)...poi mi viene in mente che c'è una canzone che adoro di Miguel Bosè..."Signor Padre"...che canto quando mi sento un po' giù...la vorrei postare...se non il video, almeno il testo della canzone che è davvero bella....niente...non si trova traccia nè di uno, nè dell'altro....destino del "Padre"!!
Sarò riconscente a qualcuno che mi segnalasse dove trovare un video, ...per il testo della canzone potrò rimediare con un po' di tempo...ho ancora il vinile dell'album di Miguel "Bravi Ragazzi" e appena riescirò ad ascoltarlo...perchè ho il piatto rotto...posso recuperare il testo...ma è proprio un segno, di come si faccia fatica a recuperare il "Padre" !!
I miei post...a volte sono una piccola avventura...so da dove parto e non so dove arrivo...
Facendo la ricerca della canzone Signor Padre, mi sono imbattuta in qualcosa che secondo me può meritare la citazione....si tratta appunto di Miguel Bosè, che parla in una intervista dopo la morte del padre e dice:
"Quando l'ho visto addormentato per sempre, ho sentito un'enorme ondata di angoscia, e contemporaneamente ho provato il desiderio di tornare subito a lavorare.
L'eperienza della morte, arriva per tutti" e prosegue ricordando "Papà amava dire "Il lavoro è salute, diamolo ai malati" e poi racconta : "Dopo essere stato al funerale, sono tornato immediatamente sul set. I compagni di lavoro mi hanno accolto con un silenzio pesantissimo.E allora ho detto "Sono qui per ridere" Già, perchè, per fortuna, giriamo una commedia vitale e allegra, che descrive la ricerca della felicità:
Infatti Miguel a quell'epoca stava girando un film che porta sul grande schermo, la figura di un industriale lettone tradito dalla compagna per un "sordo-muto": "Mi tradisce (dice) non perchè io non la soddisfi sessualmente.Ma perchè l'altro, seppur afflitto da eiaculazione precoce, le dà ciò che io non le so dare il "dialogo".
E così terminando di scrivere un post sull'argomento "Padre", mi rendo conto qui alla fine...come dire.. di prendere -due piccioni con una fava! perchè sono certa che in queste ultime righe del post...molte donne potrebbero riconoscere quanto per loro sia importante il "dialogo", e quanto possa invalidare una relazione per altri versi soddisfacente...ma non è la scoperta dell'acqua...è risaputo da molto tempo che le cose stanno così!
Chiedo scusa, se la formattazione come al solito lascia a desiderare...ma davvero per ora non so dare di meglio
Grazie per chi vorrà commentare

martedì 17 marzo 2009

CRISTINA CAMPO


Due post nella stessa giornata...capita a volte capita...ho cominciato con un post sulla musica e termino con un'autrice e un libro in particolare...l'autrice è CRISTINA CAMPO lo scrivo tutto maiuscolo chissà che la possa meglio pubblicizzare un po'...perchè sono quasi certa che non la conscono molto...e me ne dispiace...

Il libro che ho qui davanti a me è GLI IMPERDONABILI, oramai si può dire che lo conosco a memoria tanto mi piace e lo rileggo spesso.

Quello che trascrivo adesso lo prendo salla sovraccopertina del libro:

In una nota biografica che accompagnava un suo libro, Cristina Campo diceva di se stessa: "Ho scritto poco e mi piacerebbe avere scritto di meno". E il libro "Gli imperdonabili" raccoglie quasi tutta la sua scrittura...qualcuno ne sarà magari deluso...

Si dice di lei che appunto era una "imperdonabile", di lei Ceronetti dice: "Saluto una sapienza oggi fra le più strane" è forse venuto il tempo perchè i lettori si accorgano che in Italia, in mezzo a tanti promotori delle proprie mediocrità, è vissuta anche questa "trappista della perfezione".

Questo che scriverò adesso invece lo prendo all'interno del libro da un capitolo che porta il titolo "PARCO DEI CERVI":

-Maturità.Quell'attimo misterioso che nessun uomo raggiungerà prima del tempo se anche tutti i messaggeri del cielo scendessero ad aiutarlo. (e come questo sia vero!...io almeno non ho dubbi) Così nelle antiche storie il seguito delle apparizioni, tutte ugualmente eloquenti e inefficaci:la colomba, la volpe, la vecchia con la fascina di sterpi. Eppure dicono tutte la stessa cosa, ripetono e ribadiscono lo stesso avvertimento.Sarebbe facile intravedere sotto le penne, il rosso pelo o gli stracci, il lampo azzurro dell'abito della Moira....

Maturità: nè folgorazioni nè voci.Solo un precipitare improvviso, biologico vorrei dire:un punto che va toccato da tutti gli organi insieme perchè la verità possa farsi natura. Come destarsi una mattina e sapere una lingua nuova. E i segni, visti e rivisti diventano parole.

Maturità è districare continuamente dal mondo che da ogni parte sollecita e stringe (anche e soprattutto il mondo della bellezza), solo ciò che è nostro dalle origini, "quindi per destinazione".

E' una continua risposta al Tentatore sulla cima della montagna.

Le canzoni d'amore di san Giovanni della Croce. Se non avesse scritto quei tre immensi trattati per spiegarcene il senso, che ne avremmo pensato? La sua descrizione del letto di nozze "de cuevas de leones enlazado/de mil escudos de oro coronado". Così i narratori di fiabe ci descrivono le loro notti oscure, le loro salite al Carmelo. Solo i commentari essi tralasciano.Spetta a noi ricomporli.

Non so se qualcuno di chi legge riuscirà a gradire quanto me, quello che la Campo ha scritto...posso solo dire, che in questo libro ho trovato molta consolazione...ma si sa anche che ognuno si lascia toccare da letture diverse, lo stesso la musica e tutto il resto...ma un post a questa mia amata lo dovevo...anche se ne avevo già fatto uno con una sua poesia tempo fa.

Ancora una CANZONE

Ci sono canzoni da dedicare a qualcuno, ci sono canzoni per ricordare...ci sono canzoni che cantiamo per farci coraggio.....oggi la canzone che mi canticchio dentro è questa

domenica 15 marzo 2009

E chi se non lui poteva cantare IRIS...spero che la senta anche chi porta questo nome...

Una pausa musicale, tra un lavoro e l'altro...sto dando un po' di attenzione alle mie povere piante che non hanno superato bene l'inverno, avevo anche un cespetto di Iris, li avevo piantati in un piccolo spiazzo del condominio, me li hanno devastati facendo delle riparazioni, non ho ancora avuto il coraggio nemmeno di guardare...qualcosa ho visto che si è salvato...spero di farvene vedere almeno anche solo uno fiorito!



Il primo commento lo faccio direttamente qui io...bravo Biagio, sei sensazionale!!

GASTON BACHELARD ....e la reveriers....


Per me che oramai da molti anni sono un'appassionata di Psiche, e di psicologia non poteva essere che una grande scoperta l'incontro con un autore come Gaston Bachelard.
Non ho letto tutti i suoi libri, in genere quando mi innamoro di un autore voglio conoscere il più possibile quello che ha scritto....ma ho letto a sufficienza per raccoglierne i frutti che le sue scritture fanno germinare...e mi resta ancora la possibilità di approfondire maggiormente avendo a disposizione altri suoi scritti che non ho ancora letto.
Di lui ho letto comunque la sua parte di opera più significativa ed originale, e cioè i quattro libri che lui ha dedicato ai quattro elementi "Terra-Fuoco-Aria-Acqua", in questi libri Bachelard analizza i diversi modi di fare anche poesia, le diverse ispirazioni a seconda che sia un elemento piuttosto che un altro ad ispirarci....c'è molta psicanalisi anche nei suoi scritti (e quella può essere la parte che meno apprezzo se considerata ,nel modo classico della Psicanalisi di Freud...ma lui ha un modo tutto suo di trattarla che risulta per me molto interessante)
Vi riporto qui qualche cenno biografico e un piccolo esempio della sua scrittura:

Gaston Bachelard (Bar-sur-Aube, 27 giugno 1884Parigi, 16 ottobre 1962) è stato un filosofo della scienze e della poesia francese.

Gaston Bachelard ha avuto una carriera fuori dal comune. All'inizio impiegato alle poste, prende la laurea e diventa professore di fisica e chimica a Bar-sur-Aube. Riesce nel 1922 a laurearsi anche in filosofia e insegna questa materia alla Facoltà di Dijon prima di diventare professore alla Sorbona fino al 1954.

Citazione:

«È vicino all'acqua che ho meglio compreso che il fantasticare è un universo in espansione, un soffio di odori che fuoriesce dalla cose per mezzo di un sognante. Se voglio studiare la vita delle immagini dell'acqua, mi occorre quindi riconoscere il loro ruolo dominante nel fiume e nelle fonti del mio paese. Io sono nato in un paese di ruscelli e di fiumi, in un angolo della Champagne vallonea, nella Vallage, così chiamata a causa del gran numero dei suoi avallamenti. La più bella delle dimore sarebbe per me nel fosso di una vallata, al bordo di un'acqua viva, nell'ombra corta dei salici e dei vimini ».

Spero di aver destato in qualcuno un po' di interesse verso l'autore , ma se non l'autore almeno questa riflessione verso i quattro elementi...

sabato 14 marzo 2009

NON HO POTUTO FARE NIENTE....

Posted by Picasa
Mentre facevo la mia passeggita...il mio occhio si è posato su quello che vedete nell'immagine...un uccellino...che chinandomi a raccogliere ho sentito ancora caldo nella mia mano...dove il suo sottile battito stava per spegnersi...e metteva a riposo le sue ali per sempre...è bello colorato non so che tipo sia...come si chiama...so solo che ho provato la stretta al cuore, non potendo più fare niente per lui...e adesso sto pensando come rendergli una degna sepoltura....la tenerezza che ho provato non la riesco a raccontare con le parole...ma per chi vedrà l'immagine penso che da sola basti.

Prossimamente a MILANO

Grazie Rudy. Galà Nureyev Omaggio a Rudolf Nureyev - Galà internazionale di danza
Questo il titolo dello spettacolo di cui si è già avviata la prevendita dei biglietti, lo spettacolo si terrà il 23 marzo 2009 presso il Teatro Ventaglio Smeraldo.



Ho scelto questo video piuttosto che uno tutto centrato nel mostrare la sua bravura artistica di ballerino, perchè in questo caso il mio ricordo su di lui è per me più legato alla personalità nell'insieme e non solo sullo spettacolo che nel tempo ci ha offerto.
Sono sempre stata impressionata dalla sua biografia a partire da quella circostanza molto insolita della sua nascita...avvenuta in treno...
Sono inoltre molto legata a lui anche in maniera quasi affettiva direi, perchè rispecchia così bene la natura pescina, che ben conosco, essendo il mio segno zodialcale...io non ho mai avuto modo di fare danza..intuisco molto bene però come la caratteristica che viene attribuita al segno dei Pesci e che è legata ai piedi mi corrisponda...magari solo sottoforma di una particolare sensibilità che spesso causa così tanti problemi alle estremità...e anche tante altre cose, come quella della esagerata fantasia del segno che ne fa per eccellenza dei sognatori, sempre in pericolo di staccarsi dalla terra...e...prendere il volo chissà per dove...

venerdì 13 marzo 2009

RICONOSCENZA AD UN'AMICA

IN OMAGGIO ALLA CANZONE NAPOLETANA

Avrei voluto per questa meravigliosa canzone la versione di Mina (qualche volta vorrei pensare che sono io a cantare come la grande Mina) purtroppo su You Tube non c'è questa versione e tra quella di Pino Danele e Michael Bublè, ho scelto questa....per aggiungere una nota di maggiore pregio all'omaggio della canzone napoletana che come la pizza è esportabile in tutto il mondo.
Piccola nota divagativa di quando i tempi moderni mescolano con estrema disinvoltutura il sacro e il profano....a Milano da un po' di anni si è diffusa una catena di ristoranti (dove oltretutto si mangia bene e con una spesa decente) che hanno chiamato "Anema e cozze!" a voi lascio il giudzio..della volgarità del gusto!

giovedì 12 marzo 2009

Potrebbe nascere una passione...non lo so...

Da pochissimo tempo ho avuro modo di scambiare qui attraverso il mio blog, qualche pensiero che riguarda la passione per la pittura e il disegno, in prevalenza la pittura che io amo è l'acquerello. Non ho nessuna preparazione accademica al riguardo, ma solo una certa predispozione alla rappresentazione delle immagini.L'acquerello che si può vedere in questo post, è qualcosa che sono riuscita a portare a termine in otto lezioni di pittura che ho fatto 3 anni fa.
Non vorrei dare l'impressione a qualcuno che io sia già così brava, in effetti pur senza criteri di valutazione adatti, l'immagine sopra mi piace....ma non è completamente solo mia....
Mio è il soggetto scelto per la rappresentazione, mio è lo schizzo iniziale del disegno...poi le pennellete che hanno reso l'effetto finale son frutto mio e della severa dolcezza del pittore che mi dava lezione....a ogni mia mossa per appoggiare il pennello sul foglio...lui era lì a suggerire...e anche al caso a correggere accompagnando un po' la mia mano, se non in alcuni casi ad usare la sua molto più esperta. Quando riguardo questo acquerello, mi prende un gran voglia di ricominciare un cammino che ho interrotto con le 8 lezioni e il poco seguito che da sola avevo dato....sto aspettando che mi venga il momento giusto....quella volontà che non è più solo volontà, e se non dovesse arrivare...forse non era lì che dovevo arrivare...

Vissi poeticamente


Porto nel Cuore

la Luce

dell'Aurora

nei Ricordi

il rosso infiammato

del Tramonto

e nell'Anima

il frangersi delle onde

di un Mare

in tempesta

Ma "Tu"

che ne hai

fatto di

ME

DUE CHITARRE CHE PARLANO SANTO & jOHNNY

mercoledì 11 marzo 2009

LA MIA MUSICA PER OGGI...

Per chi passerà di qui oggi propongo questo bravo pianista, che se non dimenticato, mi pare non abbia mai avuto il dovuto e pieno riconoscimento....grazie



Ritengo che quando sia la musica ad essere suprema, i video possono essere anche come questo immobili ed essenziali, per l'ascolto delicato di brani come questo solo un video davvero vicino alla natura al limite avrebbe potuto esserne l'accessorio valido, ma non necessario...buon ascolto.

martedì 10 marzo 2009

Dal libro che sto assaporando e cercando di metabolizzare il più possibile


Dal titolo del post riprendo qui la frase: il libro che sto assaporando, e di cui sono alla quarta rilettura....e che sto cercando :prima di capire i concetti letterali, e cosa più difficile, sto facendo per ogni sui capitolo una meditazione....che mi ha già portato frutti, ma che so dovrà passare altro tempo per poterne essere assimilata la sotanza e arrivare a toccare il vissuto quotidiano, che altro può essere se no una esperienza?
Il libro in questione è dell'autrice che da tempo sto cercando di approfondire nelle sue varie opere, e in particolar modo questo alla quale faccio riferimento è il libro che porta il titolo
"L'ORDINE DEL CUORE"-sottotitolo Etica e teoria del sentire- l'autrice è Roberta De Monticelli, ed è una filosofa,ha lavorato come docente di Filosofia moderna e contemporanea all'Università di Ginevra, e dal 2003 ricopre la cattedra di Filosofia dell'Università Vita Salute San Raffaele di Milano.
Anche se il linguaggio filosofico non è dei più accessibili, per i non addetti ai lavori, e che la materia stessa della filosofia non sia certamente fra le più facili da approcciare, la De Monticelli, offre secondo me anche al lettore meno preparato la possibilità di godere del suo scritto (certo bisogna averne il desiderio), io voglio proporre qui...speriamo che trascriverlo non sia per me troppo lungo e faticoso un capitolo, dove tratta del "RISPETTO" argomento che nella mia scala di valori personali occupa un posto altissimo, aldilà della mia ancora incompiuta "persona" in crescita...perchè, anche se non ragazzina non ho ancora finito e non finirò la mia crescita qui...ho ancora strada e Roberta De Monticelli, assieme ad altre autrici mi farà compagnia durante questo viaggio...e chi vorrà ogni tanto un assaggio della sua scrittura la troverà qui sul mio blog.
Non posso trascrivere il capitolo dall'inizio alla fine, vedrò di linitarmi, senza stravolgerne il suo dispiegarsi a prendere qui e là dei segmenti seguendo però un ordine cronologico delle sue pagine.

Tratto dal il libro L'Ordine del cuore di R.De Monticelli-

IL RISPETTO

"Il rispetto è il sentimento del valore dell'esistenza degli altri, e giustamente fu posto alla soglia stessa della morale.
Ogni sentimento è in effetti una risposta strutturata all'esistenza.
Il rispetto è un sentimento veramente peculiare.Anzitutto, a differenza dell'amore, è un sentimento "che può considerarsi dovuto", e a differenza di qualunque altro sentimento lo può per così dire a priori, indipendentemente dalla conoscenza empirica di ciò cui si considera dovuto.
L'estensione della classe di cose cui si considera dovuto misura il livello di civiltà morale di un'epoca.
E' probabile che il progresso che ci resta da fare nella conoscenza morale fondamentale consista nello scoprire la ragione assiologica di estendere il dovere di rispetto a cose che manifestano almeno alcune delle caratteristiche delle persone, ad esempio la capacità di soffrire, che vale per gli animali, ma anche l'unicità che vale per i paesaggi.
In quanto sentimento della dignità delle persone come tali, il rispetto è veramente la soglia dell'etica (in quanto distinta dalla politica, dalla religione etc.) e ci mostra concretamente il punto preciso di inserzione di "qualunque" ordine del cuore sul terreno di una vita capace di "giustizia".
La tragedia del nostro tempo, è l'arretratezza politica rispetto alla coscienza morale media raggiunta dall'umanità.
E' la soglia dell'etica, e perciò è in qualche modo un sentimento "di base",eppure è al contempo un sentimento estremamente evoluto.
E' il primo che ci sforziamo di inculcare ai bambini e l'ultimo che ci resta sempre ancora da attivare, quello che non finiamo per tutta una vita di estendere e di affinare.
E', si dice, un sentimento "freddo": eppure non è, nella sua essenza , che l'ombra dell'amore.
Si riferisce insomma alla sua immunità da ogni elemento passionale (abbiamo visto, invece, che le passioni non solo possono essere fredde anzi gelide,ma che lo sono precisamente in quanto la loro sopravvivenza è stata pagata al prezzo di inaridire la fonte di ogni sentimento: e in primo luogo del rispetto).
Tenuto conto, invece, della sua primaverile natura di aurora della giustizia e di principio dell'etica, potremmo sostituire la qualifica di "freschezza" a quella inadeguata di "freddezza".
Un sentimento fresco come un zefiro d'aurora, che ha tutto il respiro della distanza e ha in custodia ciò che la trascendenza sempre serba di nuovo, di non familiare.Kant, ne parlava in effetti come di un "sentimento dello spirito".

E con questa citazine a Kant, mi fermo...magari un prossimo post sarà dedicato a qualche filosofo al maschile e comunque Kant, pur da me apprezzato non è il mio preferito...e lo dico in questo momento, che però potrebbe in futuro cambiare ed essere da me magari preferito ora...è probabile che la mia maturità ...non sia ancora pronta ad un diverso apprezzamento della sua opera,...intanto mi godo le letture che la Roberta De Monticelli mi sta offrendo assieme ad una possibilità di crescita spirituale.
Grazie a chi vorrà lasciare il contributo di un suo commento




Complice il CANTICO DEI CANTICI - oggi ho bisogno di sorridere

lunedì 9 marzo 2009

IRIS una FIABA di Hermann Hesse


Già da molto avevo il desiderio di dedicare un post al fiore che magicamente mi attrae ,direi quasi in assoluto rispetto agli altri che amo...e che nella mia storia personale mi riporta ad un intreccio di ricordi infantili e ad una parte della mia vita da adulta...anche se in modo molto diverso, sotto forma di una ricerca simbolica che da tempo mi accompagna.

La fiaba di Hermann Hesse dedicata a questo fiore...la conosco da molto tempo, e non conto più le volte che l'ho letta....ma ogni volta mi si ripropongono le stesse emozioni che ho provato leggendola la prima volta....una emozione di grande commozione e pace...non ho trovato su Internet la fiaba che io ho qui in un libro di Hesse sull'Amore, per cui ogni volta che mi preparavo per il post desistevo in quanto volendo proporre la fiaba devo trascriverla e non potevo fare il così comodo copia e incolla, ma anche questo casuale inconveniente è forse un segno che su questo argomento così delicato e profondo come quello che viene trattato nella fiaba...non è davvero possibile cercare scorciatoie, proprio come succede al protagonista della fiaba Anselmo.

Così mi vedo costretta a dover trascrivere senza comodità la fiaba...che per necessità dovrò comunque scegliere di esporla a partire da un certo punto e ad interromperla...sarebbe troppo lunga scriverla per esteso...ma cercherò di iniziarla nel punto che possa esrpimere la sua essenza di significato e lo stesso sarà nell'interromperla.

IRIS (Una fiaba)

Intanto venne un giorno in cui il signor Anselmo, ritornando da un viaggio solitario, ricevette un'accoglienza così fredda e opprimente dal suo appartamento di studioso che si precipitò dai suoi amici con l'intenzione di chiedere la mano della bella IRIS.

"IRIS" le disse "Non voglio più vivere così.Sei sempre stata la mia buona amica e devo dirti tutto.Devo avere una moglie, altrimenti la vita mi sembra vuota e senza senso. E chi dovrei desiderare in moglie se non te, caro fiore? Vuoi Iris? Avrai fiori quanti se ne possono trovare, avrai il più bello dei giardini.Vuoi venire da me?"

Iris lo guardò a lungo e tranquillamente negli occhi, non sorrise e non arrossì, e gli rispose con voce ferma:

"Anselmo, la tua domanda non mi stupisce.Io ti voglio bene, anche se non ho mai pensato di diventare tua moglie. Ma vedi, amico mio, io pretendo molto da colui che devo sposare.Pretendo più della maggior parte delle donne.

Tu mi hai offerto dei fiori e la tua intenzione era buona. Ma io posso vivere anche senza i fiori, e anche senza musica, potrei rinunciare a tutto questo e a molto altro ancora, se fosse necessario. Ma una cosa non posso e non vorrò mai rinunciare: non potrò mai vivere neanche per un giorno senza che la musica che ho nel cuore sia per me l'essenziale.

Se devo vivere con un uomo, bisogna che la sua musica interiore si accordi sottilmente con la mia, e bisogna che lui abbia un unico desiderio: che la sua musica sia pura e che si intrecci bene con la mia. Tu amico mio, ne saresti capace? Probabilmente non potresti accrescere la tua celebrità e conquistare altri onori, la tua casa sarebbe silenziosa, e le rughe che da parecchi anni vedo sulla tua fronte dovrebbero essere tutte cancellate.Ahimè, Anselmo, non sarà possibile.Vedi, tu sei fatto così: tu devi farti segnare la fronte da sempre nuove preoccupazioni, e quello che io penso e sono tu lo ami, certo, e lo trovi bello, ma per te come per i più è soltanto un delizioso giocattolo. Oh, ascoltami bene: tutto quello che per te è un giocattolo, per me è la vita stessa e dovrebbe esserlo anche per te, e tutto quello a cui tu dedichi fatiche e preoccupazioni, per me è un giocattolo e non merita che si viva per esso.- Io non cambierò più, Anselmo, perchè vivo secondo una legge che ho dentro. Ma tu sapresti cambiare? E dovresti cambiare completamente perchè io possa diventare tua moglie"

Anselmo tacque, colpito da una volontà che aveva creduto debole e giocosa. Tacque e schiacciò sbadatamente nella mano eccitata un fiore che aveva preso dal tavolo.

Allora Iris gli tolse dolcemente di mano il fiore-lui ne fu colpito al cuore come da un duro rimprovero-e a un tratto gli rivolse un sorriso luminoso e dolce, come se avesse insperatamente trovato una via d'uscita dall'oscurità.

"Ho un'idea " mormorò arrossendo. "La troverai bizzarr, ti sembrerà un capriccio.Ma non è un capriccio.Vuoi sentirla? E vuoi accettare che decida di te e di me?"

Senza comprenderla, Anselmo guardò la sua amica, pallido d'ansia. Il sorriso di lei lo convinse ad avere fiducia e ad assentire.

"Vorrei darti un compito" disse Iris ridiventando rapidamente seria. "Fallo è tuo diritto" si arrese l'amico.

"Dico sul serio" continuò lei "ed è l'ultima parola.Vuoi accettarla così come mi viene dall'anima senza discuterla, anche se dapprima non la capirai?" Anselmo, lo promise. E lei disse, mentre si alzava e gli dava la mano:

"Mi hai detto più di una volta che nel pronunciare il mio nome ti senti sempre richiamare a qualcosa di dimenticato che un tempo era stato per te importante e sacro. Questo è un segno, Anselmo, ed è ciò che ti ha attirato a me per tutti questi anni. Anch'io credo che nella tua anima tu abbia perduto e dimenticato qualcosa di importante e di sacro, qualcosa che deve ridestarsi prima che tu possa trovare la felicità e raggiungere ciò a cui sei destinato.- Addio, Anselmo! Ti dò la mano e ti chiedo: va' e cerca di ritrovare nella menoria quel qualcosa che il mio nome ti ricorda. Nel giorno in cui l'avrai ritrovato io sarò tua moglie, verrò con te dove vorrai e non avrò altri desideri se non i tuoi".

Mi interrompo qui...non vorrei scrivere così tanto...e poi...quelli che leggeranno il post, magari conoscono già questo scritto. Vedremo se dai commenti emergerà questo...se invece la fiaba è piaciuta e a qualcuno può interessare averne un'altro pezzetto...che mostra il finale...volentieri farò lo sforzo di battere ancora un po' sui tasti ...perchè non sono molto veloce e l'aver scritto quello che sopra vedete mi è costato un po' di santa pazienza!

Spero di non ricevere commenti che per questa fiaba proprio non potrei accettare...al caso li elimino...il sacro va' protetto!

Grazie

AMOR FOU - IL PERIODO IPOTETICO

Scelgo questo video...innanzi tutto perchè possibilmente se fra la musica italiana di casa nostra c'è qualcosa di valido preferisco promuovere quella, piuttosto che lasciarmi influenzare dalle "hit Parade" del mercato...e questo gruppo milanese secondo me...un po' di pubblicità spiccia la merita, secondo motivo scelgo questo video per il nome che la band si è data e cioè Amor Fou. Ora che l'Amore sia pazzo... più o meno tutti lo dicono...poi cosa ognuno interpreta in quel termine è un'altro discorso....la mia interpretazione è che l'amore è senza un perchè...anche quando crediamo di avergliene attribuito qualcuno.....
ora se vi va ascoltate gli AMOR FOU



domenica 8 marzo 2009

8 MARZO FESTA DELLE DONNE

Posted by Picasa
Non ho saputo resistere alla tentazione di fare un post per condividere magari con qualcuno di voi...questo tenerissimo piccolo bouquet...che ho messo assieme oggi...raccogliendo questi primi doni della natura Primaverile in arrivo...i Non ti scorda di me...li avevo già visti anche quindici giorni fa...come pure le pratoline...ma le viole no! Quelle...ancora non le avevo viste....oggi non credevo ai miei occhi quando ho visto spuntare tra il verde dell'erba quel colore che così tanto amo!
E che mi riporta assai lontano nel tempo....quando da bambina lungo il percorso che si faceva a piedi per andare a scuola ...ci si fermava anche per un tempo assai lungo a raccogliere mazzetti da portare alla maestra....erano tempi in cui l'orologio correva più lentamente...e c'era la possibilità di tenere di più il passo a quel tempo non segnato dalle lancette dell'orologio...ma che ci portiamo dentro...magari ciascuno il suo un po' diverso da quello delle stesse persone con la quale si vive...ma che sicuramente oggi è in comune per tutti invece un non rispetto dell'orologio interno....da qui tutti i problemi di stress che tutti noi conosciamo...da un mazzetto di viole ad un trattato quasi scientifico....io non calcolo mai il tempo....ho un tempo interno che viaggia molto lentamente e se non lo rispetto comincio a funzionare male....
Vi piace il mio piccolo BOUQUET?

UNA DONNA ...e due grandi PASSIONI I LUPI E IL PIANOFORTE