martedì 5 maggio 2009

Contraddizioni psicologiche

Nelle cose molto importanti della vita, come ad esempio i sentimenti sono esageratamente salda, nel senso che difficilmente tradisco le persone che mi sono care...il resto però quello che cade sotto il segno delle nostre distrazioni spazia tantissimo...di qui la mia oramai quasi insopportabile ecletticità.
Questa premessa per dire che mi sto accingendo a fare un post...partorito proprio in questo momento..pensiero che mi sta accompagnando da una buona mezzora, mentre sto svolgendo qui a casa le solite faccende domestiche che invece permettono anche poco di spaziare (io lo faccio lo stesso..) ma un minimo di funzionalità alla casa bisogna pur darlo, spazzatura, lavare i piatti, tenere pulita più o meno la biancheria di casa e personale è cosa che non si può ignorare e ciò ti costringe alla ripetizione quotidiana di operazioni che oramai sono diventate di rito dico io, per abbellire un po' questo compito.
Una sola cosa odio in assoluto delle faccende domestiche ...lo spolverare, sarà che la mia vista a occhio nudo (in casa mi tolgo quasi di proposito gli occhiali..) non distingue dove ci sono ragnatele o macchie sul pavimento, o anche le rughe del mio viso...e così tutto mi appare più pulito e più bello...poi metto gli occhiali e scopro che ho un po' di ragnatele da togliere, il pavimento va pulito e le mie rughe sono aumentate!!
E dopo tutto questo preambolo vi posto il video che mi era venuto in mente, si tratta del Bolero, di Ravel...una musica davvero particolare, dove ho scoperto che c'è dietro anche una curiosità abbastanza particolare...vi faccio il copia incolla da Wikipedia di questa curiosità:

Maurice Ravel affermò che, durante la prima rappresentazione teatrale del Bolero, una donna nella platea svenne. Secondo Ravel quella donna fu l'unica, in tutta la platea, ad aver capito la sua opera.

Un'altra curiosità però più tragica è di qualche anno fà, io ho una memoria che capta certe cose e non le dimentico neanche chissà dopo quanto...si tratta di una notizia di cronaca - Un ragazzo non ricordo di quanti anni...si suicidava..e viene segnalato nella notizia...che ciò avveniva, dopo un periodo in cui aveva preso maniacalmente ad ascoltare molte volte di seguito...appunto Il Bolero, di Ravel.
Grazie per l'attenzione



La scelta in particolare di questo video, rispetto ad altri è data dal fatto che mi piace molto questa singolare coreografia.

@ - Ringrazio :Surrealina, Daniele, Sara, AnnaGi, Vania e Paolo, Teresa, Alex, Maurizio e Mauro Vecchi che con il loro
passaggio da questo post lo hanno reso più ricco e vivo.

9 commenti:

Surrealina ha detto...

Allora dillo!!! Il Bolero è uno dei pezzi di Ravel che ho ascoltato di più nella vita ma non mi ha mai (finora) istigato al suicidio. Adoro quel crescendo che dà drammaticità al pezzo. Lo trovo sublime. Me lo passate questo aggettivo? Un aggettivo desueto ormai ma a me piacciono le cose desuete. In quanto allo spolverare ... questa sì che è una cosa che mi fa impazzire. Da bambina mi costringevano a farlo e adesso che decido io, mi sottraggo. Bacio. ;)

Daniele Passerini ha detto...

L'Accademia della Crusca mi perdoni: sublimissimo direi!!! :)
Penso che se dovessi scegliere 10 CD di tutta una vita di musica ascoltata, il Bolero sarebbe tra quelli: il suo crescendo racconta il senso stesso della vita, dalla sordina iniziale fino al finale picaresco. C'è chi il "peso" della vita non lo regge e si suicida... solo in questo senso riesco ad associare un ritmo così perfetto e vitale al suicidio. Lo associo semmai alla Sindrome di Stendhal (quella che evidentemente colpì la donna che svenne in platea) che si può provare di fronte alle sue note. Non lo trovo ossessivo... a meno di non ritenere tale la vita stessa. :)

sara ha detto...

post interessante che regala spunti di approfondimento...

notte Franca!

Vania e Paolo ha detto...

Comincio dalla principessa Enya...incantevole,
Gli acquarelli li trovo molto armonici..tre stili differenti...quello che forse e dico forse perchè non ne sono sicura che mi piace di più è quello con l' imbarcazione , trovo molto bello il cielo.
Ravel si commenta da solo !!:)
E... che solfa fare sempre i soliti lavori di casa....per fortuna esiste la musica !!! :))
Ciao ciao Vania

AnnaGi ha detto...

Franca, mi sono rispecchiata in questo post, nel senso che per un attimo mi è sembrato di leggere me stessa quando "parto" tutto d'un fiato senza sapere e preoccuparmi della direzione, e scrivo, scrivo e scrivo...
Spolverare? Uh che noia! Però bisogna farlo, ahimè

Quanto al Bolero... semplicemente FANTASTICO e la coreografia è davvero eccellente.
keppoi, la leggiadria dei danzatori è una delle cose che mi ha sempre affascinata si da bambina...

Alex ha detto...

Apprezzo tantissimo l'ecletticità. Soprattutto quando è sinonimo concreto e reale, di lungimiranza mentale e giusto e calibrato disincanto nell'affrontare la vita.
Sono sospetto verso chi è troppo integerrimo e radicale, anche nei sentimenti e nelle passioni. Tante volte si agisce con troppa rigidità e conformismo, magari solo per darsi un contegno o inibire taluni desideri. Il Bolero di Ravel mi sembra fatto apposta per spaziare e lasciarsi andare. Non fino alla morte però eh! Ciao Franca...sempre un piacere leggerti....

Maurizio ha detto...

Ciao Donnachenina.... spero che il mio saluto ed il mio abbraccio ti siano graditi :-)

Anonimo ha detto...

Ciao Franca, vedo che la tua passione per l'acquerello cresce ,ne sono felice, le passioni arricchiscono; se non lo conosci già, avventurati nel sito di Mario Piana, watercolor...ma non solo e troverai maestri che dipingono e vederli agire per me è fonte di gioia.
Spolverare non è molto gratificante, come te ho problemi di vista e senza occhiali o con occhiali devo dire che la polvere non mi disturba più di tanto, quindi meglio fare questi riti quotidiani pensando..o sentendo il Bolero, grande musica e in questa tua versione anche bella coreografia. Come sempre grazie,mi hai regalato momenti belli e di condivisione.A presto Teresa

mauro vecchi ha detto...

Si racconta che alla prima della esecuzione del Bolero di Ravel, un noto critico musicale dell'epoca camminasse nervosamente avanti e indietro per l'anticamera del teatro. Interrogato su questo suo atteggiamento rispose: "Sto aspettando che moduli!"