giovedì 13 novembre 2008

Quale AMORE.....

Uno degli ultimi libri che ho letto è LETTERA A DORINE - Una storia d'amore, Ed. Sellerio.
Il tema dell'amore ha da sempre impegnato il mondo della letteratura, si può dire che il romanzo si nutre dell'argomento nella quasi totalità dei casi, anche quando prende spunto da altro, ma quasi sempre all'interno di una narrazione anche estesa a più contesti c'è poi una storia d'amore.

Questo libro veramente non è la narrazione di una storia, non è nemmeno un romanzo, ma è una lunga lettera d'amore scritta dall'autore alla moglie, quindi uno scritto non lungo, ma in grado lo stesso con pochi accenni a rendere il lettore partecipe dell'intensità e della profondità del legame che li unisce... si può intuire e immaginare anche tutte le difficoltà di portarlo fino alla fine questo amore...

Un assaggio del contenuto del libro tratto da

Corriere della Sera (9 maggio 2008)

L'AMOROSO ADDIO DI ANDRE' A DORINE

«Stai per compiere ottantadue anni. Sei rimpicciolita di sei centimetri, non pesi che quarantacinque chili e sei sempre bella, elegante e desiderabile. Sono cinquantotto anni che viviamo insieme e ti amo più che mai» scriveva André Gorz, nella primavera 2006, a sua moglie Dorine. Qualche mese più tardi, nel 2007, questo figlio della cultura esistenzialista preferì togliersi la vita insieme con la sua compagna affetta da un morbo degenerativo che non lasciava margine a nessuna speranza. «La notte vedo talvolta la figura di un uomo che, su una strada e in un paesaggio deserto, cammina dietro un carro funebre. Quest' uomo sono io. Sei tu che il carro funebre trasporta. Non voglio assistere alla tua cremazione, non voglio ricevere un vaso con le tue ceneri». Ecco! Il suicidio è qui l' ultimo, certo il più forte e straziante abbraccio d' un uomo alla sua donna. Pagine quali quelle appena ricordate, la forza della passione che le percorre, possono persino spaventare, facendoci sentire impreparati a capirle. Come vanno, dunque, lette? La Lettera a D., come si intitola il piccolo e bellissimo libro ora pubblicato da Sellerio (trad. di Maruzza Loria, pp. 68, 9), è l' estrema, ardente e insostituibile testimonianza d' un amore coniugale nell' età ultima della vita quando il futuro è notte, malattia e silenzio. E' l' amore nella cattiva sorte, allorché il calendario ha esaurito i suoi giorni felici. Qualcuno non potrà forse nascondere la sua perplessità, considerando la parola amore inappropriata a significare un sentimento imbastito di dolore e di pietà quale quello descritto da Gorz. Rimandiamo perciò i dubbiosi a quanto l' autore, un vecchio rimasto giovane nel cuore, scrive all' inizio e ripete alla fine di questa sua romantica storia d' un matrimonio senza crisi e senza fughe: «Recentemente mi sono innamorato di te un' altra volta e porto di nuovo in me un vuoto divorante che solo il calore del tuo corpo stretto contro il mio riempie». Andrà precisato che André Gorz, austriaco di estrazione borghese cresciuto nella «terra di nessuno» d' un collegio svizzero, dove trovò riparo sfuggendo alla barbarie dell' antisemitismo hitleriano, apparteneva alla casata dei moderni ribelli culturali. È stato un anticonformista irriducibile. Ha fatto del suo essere ebreo a metà la molla d' una strenua ricerca d' identità. La trovò grazie anche a Dorine e a Sartre, alla sua sposa e al suo maestro. L' incontro con Sartre, con questo professore di modernità che sapeva fondere nel crogiolo d' una straordinaria intelligenza Freud, Marx, Husserl e il fuoco della caves, ha aiutato Gorz a riconoscersi nella generosità di quel sentimento ardente come il fuoco mescolato però di lucida intelligenza che caratterizza questa sua Lettera a D. Bastino le parole conclusive: «Ciascuno di noi due vorrebbe non dover sopravvivere alla morte dell' altro. Ci siamo spesso detti che se, per assurdo avessimo una seconda vita, vorremmo trascorrerla insieme». Sono proprio i libri laici come questo, come la Lettera sul matrimonio di Thomas Mann, che aiutano a riconoscere l' insostituibilità della coppia anche nell'era dei sentimenti laconicamente espressi via sms.






4 commenti:

Daniele ha detto...

L'eros fa girare il mondo,
l'amore lo tiene insieme!

:)

María Zambrano ha detto...

Grazie della segnalazione. Credo che lo leggerò. Un abbraccio.

Daniele ha detto...

Be' sì, Donnachenina, ora che hai pubblicato il post per intero, preciso che - ovviamente - quanto ho commentato sopra valeva solo per i due primi capoversi che avevi inserito.

Mi tocca molto questa storia d'amore, da quel poco che leggo, non per la malattia in cui André ha visto consumarsi e spegnere Dorine, non per il suicidio di coppia, non per la dimensione laica di questo libro (a volte c'è più religiosità in un laicità consapevole, che fede in chi aderisce solo formalmente a una religione). Perché dopo una vita vissuta in così splendida unione non riesco proprio a vedere il suicidio (di coppia) come un dramma («Ciascuno di noi due vorrebbe non dover sopravvivere alla morte dell'altro. Ci siamo spesso detti che se, per assurdo avessimo una seconda vita, vorremmo trascorrerla insieme»). Certo dovrei leggere il libro, ma nelle frasi riportate percepisco un amore vero, di quelli che si ringrazia Dio (o la Vita) per aver ricevuto il dono di invecchiare, nel bene e nel male, accanto e insieme alla persona amata. Un sogno che a me ad esempio è stato strappato, come carne viva. E al di là delle mie speranze, solo tra qualche decina d'anni potrò dire se fu come perdere una gamba o come, per una lucertola, perdere la coda.

Donnachenina BLOG ha detto...

Ciao Daniele,
il tuo commento mi tocca, e per una storia come quella che viene espressa nel libro, non ci sarebbe che poter augurare un Amore così per tutti, purtroppo ognuno ha il suo Karma...e noi dobbiamo accettare il nostro, almeno per chi crede in questo..io ci credo, anche se come tutte le cose a volte, non sempre è facile accettare.
Un saluto e un grazie