giovedì 5 marzo 2009

UN AVANZO DI CIVILTA' INDUSTRIALE (poesia)


Avevo da tempo un vivo desiderio di dedicare un post ad una delle cose che fra le altre mi stanno "a cuore", (Il degrado dei luoghi) ma questa in particolare....e avevo pensato subito ad un poesia di MARGHERITA GUIDACCI.

Ho rinviato più volte, perchè l'immagine che volevo usare per corredarla, era una mia foto. di un corso d'acqua, qui dalle mie parti...e che ben poteva servire....purtroppo non trovo più il mio scatto, e mi devo accontentare per ora di usare questa di immagine presa da GOOGLE...che se anche non rispondente alle mie esigenze si addice lo stesso.
Un avanzo di civiltà industriale
L'acqua bassa vicina alla riva
dove galleggiano
legni marci uniti ad angoli strani
da chiodi rugginosi
e dove si rovesciano i rifiuti
d'un astioso rigagnolo di fabbrica;
l'acqua dove la schiuma
gorgoglia in cerchi grigi
o si allunga fra lisce cicatrici
di luridi colori senza nome;
dove la nafta opprime la salsedine;
dove non penetra ondata
che sappia poi tornare al largo;
dove nulla scompare e nulla viene redento-
quest'acqua, a un tratto, ti trovi nell'Anima
quando il male l'afferra
e per il tuo contagio sembra impura
anche la fiamma del sole.



lunedì 2 marzo 2009

poesia: DUELLO D'AMORE


DUELLO D'AMORE

Non fuoco spento
il nostro Amore
ma una passione domata
a colpi leali e nobili
in punta di Fioretto
Occhi negli occhi
fulgidi e sinceri
ad armi pari
per fare
di Me
e di Te
un "Noi"
Somma dei nostri valori
per bere assieme
la Sacra Coppa
che farà
di Noi
una Coppia
in guerresca pace
D'Amore

Sono un po' emozionata dopo aver scritto, oltre tutto ho sempre problemi per le formattazioni, che non riesco mai a gestire come vorrei....ma va lo stesso..resta sempre il fatto...che considero la composizione una mia idea di partenza che però è stata corroborata chi più, chi meno...ma da tutti quelli che sono passati per dire la loro..quindi è una composizione poetica(la chiamiamo così?) che appartiene a tutti voi e vi ringrazio molto...e spero che riesca ad essere gradita oltre a me..."che ogni scarrafone è bello e mamma soja" anche a voi che ne siete i coautori. Grazie a tutti e adesso a voi il criteri di valutazione
P.S.- C'era un accordo tra me e Daniele, che gli avrei dato carta bianca per cambiare quello che riteneva cambiare, quindi questa potrebbe non essere l'opera compiuta...

DANIELE. Eccomi! Ho voluto rispettare il più possibile i tuoi versi e tirar fuori la coppa che era come se implorasse. Propongo perciò a te e a tutti queste poche modifiche fatte al volo...

Non fuoco spento il nostro
ma una passione domata
da colpi leali e nobili
in punta di fioretto.
Occhi negli occhi
fulgidi e sinceri.
Corpo a corpo
ad armi pari.
Per fare
di me
di te
un Noi
somma
di due valori
per bere assieme
la Sacra Coppa
che farà
di Noi
una Coppia
in guerresca pace d'Amore.

venerdì 27 febbraio 2009

NOTA : questo post provvisorio, sta già raccogliendo commenti che mi hanno già suggerito una forma poetica per accompagnare questa immagine....Syl, per esempio e anche Luigi...praticamente ho già scritto tutto, ma aspetto ancora altri commenti...che magari mi faranno fare delle modifiche alla composizione che ho già fatto...e vorrei dire, che quando il post sarà ultimato , io mi riterrò più o meno solo l'aver avuto l'idea e di aver puntato su questa immagine che mi piaceva, mentre la poesia (o come la si potrà chiamare...sarà frutto collettivo dei miei amici blogger)
Questo post, mi sta facendo andare non poco in confusione....mi rendo conto che ho postato una bozza che avevo elaborato, e non era qui che volevo scrivere...ma invece forse inconsciamente ho fatto una cosa che va bene.
Grazie

COPPIA.....

Per chi passasse di qui, per ora lascio solo questa immagine con il titolo sopra "COPPIA", ma pure quello è provvisorio,l'immagine non so da dove provenga, ma me la porto dietro da qualche anno, l'ho ritrovata oggi...era arrivato il suo momento...vorrei farne un post....ma proseguirò la stesura dopo aver avuto qualche commento da voi...cosa vi ispira a voi questa immagine, vi piace? non vi piace?
Cosa vi suggerisce? Sono curiosa prima di sentire anche voi, io ho già una mia idea , e se ci riesco vedrò di farmi venire l'ispirazione per qualche verso poetico ...ma su quello non posso promettere perchè...le poesie o come le vogliamo chiamare, vengono se vengono...altrimenti è meglio rinunciare...
Chiedo oltretutto scusa, per la sempre strampalata formattazione che non so come sistemare!
Aspetto qualche vostro suggerimento riguardo questa immagine, che vi dico subito .. a me piace da morire! grazie

mercoledì 25 febbraio 2009

DESIDERIO DI BACI

Posted by Picasa
E' diventata
pietra
la mia bocca
cercando
inutilmente
la tua
la nostalgia
brucia
così
distruggendo
anche
il mio respiro.

martedì 24 febbraio 2009

Nostalgia di film....così

TEMA: ANCORA IL BOSCO tra musica e immagini di un film

La settimana scora ho preso tre film in DVD, da poter vedere comodamente quando voglio, senza scocciature di pubblicità...di tutti e tre i film già visti, a mala pena ne ricordo male forse uno...ne concludo che non sempre vale la pena impegnare il proprio tempo con tali distrazioni.
Lo spezzone di film che qui vi propongo è stato scelto perchè resta nella tematica che ho tenuto negli ultimi miei post...
Questo è un film che non facilmente si dimentica (almeno per i gusti che ho io nei confronti dei film, e di altri tipi di mediazioni cultutrali...ma anche chi non fosse attratto da una certa introspezione, non credo mancherà di apprezzare il delicato gioco delle immagini
Qualche acceno del film:

Un altro stupendo lavoro del grande regista russo Tarkovskij. Zerkalo (lo specchio) è un film autobiografico dove il protagonista fa un bilancio della sua vita, attraverso dei ricordi dell'infanzia nella compagnia della madre e della sorella più piccola, e anche delle analisi psicologiche quando adulto, già senza la moglie e il figlio. L’attrice Margarita Terechova interpreta la madre e la moglie. Il film viaggia tra il passato e il presente, la realtà e le fantasie (i sogni), mescolando le immagini in bianco e nero e a colori. Il testo possiede una grande influenza checoviana. In questo film Tarkovskij torna agli stessi argomenti trattati in Solaris: rapporto tra uomini e natura, spiritualità, privazioni, desideri e sentimenti di colpa. Un viaggio pieno di metafore e simboli attraverso il subcosciente del regista.
Vedo ora, non lo avevo letto prima di fare il copia e incolla, che il film risente di una grande influenza checoviana, e mi si fa allora più chiaro il perchè di questo alto gradimento da parte mia , essendo Cechov, uno degli autori da me preferiti accanto a tutti i capostipiti della letteratura Russa, dove in cima metto Dostoevskij.
E ora il trailer:





lunedì 23 febbraio 2009

POESIA

LONTANANZA

Greande sofferenza

pensare a te così,

senza vedere

la luce dei tuoi occhi,

senza sentire il tono caldo

della tua voce

che interrompe il caos

dentro di me

senza la possibilità

di porgerti un niente

nelle mani

per sfiorarti

con dolcezza

e dirti

che ti Amo.

Oh, Amore mio

come credevo

che tutto

potesse essere

più facile

ed invece

già mi manchi così,

così tanto

che non oso

confessarlo

nemmeno a me stessa.

domenica 22 febbraio 2009

venerdì 20 febbraio 2009

PASSAGGIO AL BOSCO



Mi sarebbe piaciuto postare questa immagine ad una dimensione maggiore, ma non sono in grado di farlo.
Questo post, intende essere una comunicazione silenziosa, così come la metafora del bosco lascia intendere.....
Quindi non aggiungo altro all'infuori di questa immagine, che in questo momento rappresenta più di ogni parola, il mio stato d'animo...
Un saluto per chi passerà di qui

Proseguo questo post inserendo una poesia che mi è sempre piaciuta moltissimo e che l'immagine che ho qui davanti a me ispira, la poesia è di Gabriele D'Annunzio e il titolo è La Pioggia nel Pineto, anche se l'immagine del mio post, non è tratta da un pineto, abbino lo stesso questa poesia a quello che il bosco mi ispira....

Taci, su le soglie
del bosco non odo
parole che dici
umane,ma odo
parole più nuove
che parlano gocciole e foglie
lontane.
Ascolta, piove
dalle nuvole sparse
Piove su le tamerici
salmastre ed arse,
piove sui pini
scagliosi ed irti,
piove sui mirti
divini,
su le ginestre fulgenti
di fiori accolti,
su i ginepri folti
di coccole aulenti,
piove sui nostri volti
silvani,
piove su le nostre mani
ignude,
su i freschi pensieri
che l'anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
t'illuse, che oggi m'illude,
o Ermione.
Odi? La pioggia cade
su la solitaria
verdura
con un crepitio che dura
e varia nell'aria secondo le fronde
più rade, men rade.
Ascolta. Risponde
al pianto il canto
delle cicale
che il pianto australe
non impaura,
nè il ciel cinerino.
E il pino ha un suono,e il mirto
altro suono,e il ginepro
altro ancora,stromenti
diversi
sotto innumerevoli dita.
E immersi
noi siam nello spirito
silvestre,
d'arborea vita viventi,
e il tuo volto ebro
è mollle di pioggia
come una foglia,
e le tue chiome
auliscono come
le chiare ginestre,
o creatura terrestre
che hai nome
Ermione.
Ascolta,Ascolta,L'accordo
delle aeree cicale
a poco a poco
più sordo
si fa sotto il pianto
che cresce,
ma un canto vi si mesce
più roco
che di laggiù sale,
dall'umida ombra remota.
Più sordo e più fioco
s'allenta, si spegne.
Sola una nota
ancor trema, si spegne,
risorge, trema, si spegne.
Non s'ode voce del mare.
Or s'ode su tutta la fronda,
scrosciare
l'argentea pioggia
che monda,
il croscio che varia
secondo la fronda
più folta, men folta.
Ascolta,
La figlia dell'aria
è muta,ma la figlia
del limo lontana,
la rana,
canta nell'ombra più fonda,
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su le tue ciglia,
Ermione.
Piove su le tue ciglia nere
sìche par tu pianga
ma di piacere, non bianca
ma quasi fatta virente,
par da scorza tu esca.
E tutta la vita è in noi fresca
aulente,
il cuor nel petto è come pesca
intatta,
tra le palpebre gli occhi
son come polle tra l'erbe,
i denti negli alvèoli
son come mandorle acerbe.
E andiam di fratta in fratta,
or congiunti or disciolti
(e il verde vigor rude
ci allaccia i mallèoli
c'intrica i ginocchi)
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su i nostri volti
silvani,
piove su le nostre mani
ignude
su i nostri vestimenti
leggieri,
su i freschi pensieri
che l'anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
m'illuse, che oggi t'illude,
o Ermione.
Praticamente un dipinto di parole anzichè di colori...ma che mi permette di immergermi in un'atmosfera di puro sogno....ad occhi aperti...anche questo è bosco

martedì 17 febbraio 2009

ULTIMISSIME VECCHIE......


Sto ascoltando la mia radio, Radio Popolare di Milano, il telefono aperto della sera è concentrato sugli ultimi fatti che riguardano i poveri cristi che ancora si riconoscono nella sinistra...(le dimissioni di Walter Veltroni)...vorrei ancora in un piccolo angolo del mio cuore sperare che non tutto il male vien per nuocere...va..non voglio essere non pessimista, ma semplicemente realista...

Non ci sono più persone di sinistra anche quelle che dicono di appartenerci, quindi di cosa si sta parlando?

Le elezioni sono fatte di numeri e di vittorie...se non ci sono abbastanza persone che la pensano in un certo modo...che sa da fà?

Alziamo le braccia al cielo, e pensiamo che le vie del Signore sono infinite...e magari il Signore, sa scrivere dritto sulle righe storte...facciamo finta che sia così!



Io non ho assolutamente fatto nemmeno una piega...sono di sinistra, ma sapevo da molto che siamo destinati a sparire almeno che....

Era il 1996 il giornalista Alfredo Pieroni, scriveva un libro dal titolo "Perchè le sinistre non vinceranno mai più a meno che...."

Il libro ha una prefazione di Achille Occhetto...io l'ho comprato e letto appena uscito...e capivo che quello che diceva il giornalista era troppo vero...e che quel suo "almeno che..." nel finale del titolo non avrebbe trovato spazio...quindi di cosa, meravigliarmi di tutto quello che è sotto i nostri occhi?

Propongo del libro, 10 righe prese dalla prefazione, ma che possono essere sufficienti, senza tanti sbrodolamenti...

Ecco è Occhetto che scrive:

Una cosa è certa: che la rivincita rispetto all'offensiva neo-liberista non può venire dalla semplice riproposizione delle vecchie idee di sinistra.

Le questioni evocate da Pieroni, e che concernono la necessità di un mutamento dello stesso modello di sviluppo, entrano indubbiamente in conflitto con alcuni aspetti rilevanti della tradizione stessa delle idee progressiste, ma non confliggono con i valori di cui esse sono portatrici.Valori che, a mio avviso, non sono ancora inverati, nè ad Occidente nè ad Oriente.

Da ciò nasceva e nasce ancora l'esigenza di una rigenerazione, di un nuovo inizio per tutta la sinistra.

Scritto nel 1996, il libro compie ben 13 anni...ma è invecchiato soltanto nelle sue pagine e dalle molte volte che io l'ho sciupazzato leggendolo...mentre il contenuto è attuale, ma non nel senso positivo del termine in questo caso...ma bensì....come testimonianza...che siamo all'immobilità assoluta, con un piccolo particolare che 13 anni fa non era in atto la crisi economica che c'è in atto in questo momento....staremo a vedere...intanto ho buttato fuori un po' di rabbia!
Grazie a chi vorrà aggiungere una parola che sia meno avvelenata delle mie

POST PER UN'AMICA


È stata allieva a Madrid di José Ortega y Gasset e di Xavier Zubiri. La sua formazione è influenzata sia dal tradizionalismo unamuniano che dall'europeismo orteghiano, con questa chiave di lettura si possono leggere i suoi testi i quali presentano una continua ricerca di equilibrio tra un razionalismo "europeo" e una rivitalizzazione della tradizone "spagnola", al fine di non perdere il lato più poetico dell'uomo, il suo essere nel mondo.
"Solo nella penombra, tra le ombre, annida la liberazione anche per il sole: la liberazione dal suo proprio regno che con il suo potere imprigiona anche lui."
L'articolo qui propsto è di Fabio Gabrielli
COME ACCOSTARSI AL MONDO EMOZIONALE DELL'ALTRO
Il cuore è il viscere più nobile perché porta con sé l'immagine di uno spazio, di un" dentro" oscuro, segreto e misterioso che, in alcune occasioni, si apre. M. Zambrano, "Verso un sapere dell'anima"
Le emozioni, pur nel complesso intreccio di elementi cognitivi e fisiologici, sono stati dell'anima, subitanei fin che vogliamo rispetto ai sentimenti, ma sempre espressivi della nostra interiorità e che, come tali, collimano con la vita stessa, ci accompagnano fin dal nostro primo stare al mondo.Le emozioni si configurano, dunque, come stati affettivi intensi, fondamentalmente transitori, ma specchio fedele della nostra parte più intima e, quindi, più fragile, vulnerabile. Esse emergono dal nostro" viscere più nobile", il cuore, del quale i segni somatici (il pianto, il riso, il pallore del volto o il rossore...) sono eloquenti ma parziali traduzioni esterne di un "dentro" nascosto, segreto, appunto intimo: stiamo parlando dell' "essenziale" della persona di fronte al quale dobbiamo accostarci con pudore, reverenza; insomma, con un cuore straordinariamente leggero. Il cuore diventa, allora, veramente il centro spirituale della persona, l'organo da cui germinano le dinamiche relazionali più genuine, l'espressione più alta di una comprensione umana integrale perché rispettosa, pudica nell'accostarsi agli altri mondi interiori, consapevole che lo spazio emotivo è distanza da accorciare con delicatezza e non da annullare. Giuseppe Colombero, con indubbia finezza psicologica, afferma che: "Alle emozioni ci si accosta sempre con rispetto, pulendosi le scarpe e in punta di piedi; esse rivelano come e quanto la persona sente ciò che narra e che cosa questo significa per lei. Sono le emozioni che permettono di comprendere l'esatto valore che il fatto descritto riveste per colui che lo descrive; esse rivelano in definitiva ciò che per la persona conta e ciò che non conta, ciò che la fa godere e ciò che la fa soffrire, i valori e i non valori che essa assegna alla sua vita". Se le emozioni germinano dal cuore...
Se le emozioni germinano dal cuore, dalla sua parte più segreta e se il termine segreto significa originariamente "cosa separata", quindi nascosta, preziosa, il pudore si configura, allora, come vero luogo dell'ascolto del mondo emozionale dell'altro. Pudore, infatti, è parola eticamente "sacrale", che rinvia ad una sospensione della parola di fronte all'emozione dell'altro, a un rispetto temporale, a una dilazione del nostro intervento, sia pure per consolare o per gioire insieme con sincerità; sovente, infatti, il nostro intervento è precipitoso, maldestro, rischia di affogare lo stato emotivo dell'altro nella nostra stessa ansia di compartecipazione, senza frapporre la "distanza giusta". Ecco cosa dice ancora Colombero: "L'empatia è proprio la capacità di "sentire con" ponendosi alla "distanza giusta": la distanza giusta è quella di chi compartecipa senza lasciarsi ingorgare e sommergere dalla emotività altrui, con il risultato di affondare entrambi". È qui che entra in gioco l'attenzione, intesa come impercettibile movimento del cuore che sa arrestarsi con pudore di fronte alle terre segrete, intime delle emozioni dell'altro; come dice Simone Weil l'attenzione è "uno sforzo negativo", un trattenerci con rispetto, letteralmente "un guardare indietro", un riguardare l'emozione che mi è comunicata stando in semplice ascolto delle sue vibrazioni più segrete, senza pretendere di esaurirla con la mia comprensione concettuale o emozionale. Pudore e attenzione divengono, allora, i luoghi autentici dove le diverse emozioni e i diversi sentimenti possono solo sfiorarsi, rispettando, quasi con una tensione mistica, quelle zone del "non detto" che l'anima vuole custodire nel suo fondo per conservarne intatta la purezza e l'irriducibilità.

lunedì 16 febbraio 2009

PENSANDO POETICAMENTE....ovvero contemplando


LA VITA CHE DAI
Con solchi profondi
ho arato la mia terra
e con cura
ne ho distruibuito i semi
la stagione del risveglio
è arrivata
e con pacata gioia
osservo
come viene alla luce
un "Germoglio"
Silenziosa e gaia
seguirò la tua crescita
e il mio cuore
toccherà l'Immenso
quando maturo sarà
il Frutto
Allora serena
chiuderò gli occhi
e partirò
per un nuovo
Viaggio.

giovedì 12 febbraio 2009

SIMONE WEIL


E' arduo voler fare un post, parlando di Simone Weil, ci si sente subito in imbarazzo e arbitrari, e nonostante questo...che è pure il mio sentire di questo momento, mi azzardo con umiltà a proporre qualcosa che riguarda questa donna, pressochè sconosciuta anche in ambienti colti...ma che è stata la maggiore pensatrice al femminile del '900, anzi a mio avviso e a detta di chi studia la sua opera e il suo pensiero "geniale".Non voglio proporre di lei anche solo una sintesi biografica, sarebbe uno stretto limite nella quale racchiuderla...soprattutto se per chi legge rappresenta una scoperta...per apprezzarla fino in fondo, bisognerebbe averla letta e meditata per un po' ed è ancora troppo poco, per avere la pretesa di parlarne.
Ieri sera a Milano, in occasione del centenario della sua nascita (1909- 1943) si è tenuta una conferenza, di lei hanno parlato Laura Boella (Docente di filosofia all'Università Statale di Milano, e impegnata nella ricostruzione del pensiero femminile del '900, analizzandone la complessa personalità e l'articolato sistema di pensiero e la notevole influenza sulla cultura del nostro secolo), e
Donatella Bassanesi, saggista, pittrice e pure lei laureata in filosofia a Milano, dove insegna alla Libera Università delle Donne (Lud)
Nonostante l'eccellente preparazione delle due relatrici, esse stesse hanno dovuto ammettere del disagio a cui accennavo...perchè non è il bagaglio culturale e accademico della Weil, che pone questo problema, ma bensì la coerenza del suo pensiero con la sua vita, portata avanti in maniera del tutto radicale e liberale.
Quello che mi sento di fare per dare una piccola testimonianza del suo pensiero, è di riportare alcune sue espressioni tratte a volte dai suoi diari, altre da un suo saggio L'Ombra e la Grazia, una delle sue opere più belle secondo me.
- Tutti i peccati sono dei tentativi di colmare dei vuoti
- Ogni volta che riscattiamo un peccato, distruggiamo un po' del male che
possediamo
- L'Amore, in chi è felice, è volontà di condividere la sofferenza dell'amato infelice.
L'Amore in chi è infelice, è essere pieno della nuda nozione della felicità dell'amato,
senza partecipare a quella gioia, e nemmeno desiderare di parteciparvi.
- Pratiche si asservimento sono ingiustizie che stanno in parallelo con l'esercizio del
potere, testimoniano del potere attraverso l'obbedienza che ottengono.
Sono il silenzio che rinsalda il potere come privilegio di cui la politica risulta essere
"Tecnica dell'acquisizione e della conservazione" (perciò è particolarmente grave
quando sono compiute da figure pubbliche - "occorre che il crimine di disonestà
degli uomini pubblici verso lo stato si davvero punito più severamente della rapina
a mano armata".
Si potrebbe continuare molto a lungo, a citare ...i toni sono di questa portata,
per farsene una idea, è sufficiente soffermarsi alla riflessione, sull'ultima
espressione riguardante l'uomo pubblico
Facendo il post, intendevo darle un tributo doveroso in quanto donna, e con la
speranza che esponendolo qui in uno spazio pubblico...possa servire oltre che a me
ad altre persone che incuriosendosene , gli dedichino un po' del loro spazio e del lro
tempo...il suo è un pensiero fertile che ha bisogno di essere seminato e curato
amorevolmente.
Mi scuso per la formattazione bizzarra che in questo post mi è venuta fuori non so da dove...ma non riesco a correggere...ma l'importante è riuscire a leggere ...grazie



mercoledì 11 febbraio 2009

SEMPRE DALL'INCONSCIO


Questa immagine , l'ho dipinta in un momento della mia vita, dove avevo nella mia coscienza l'impressione di non avere nessuna presa sull'uomo, di sentirmi ..un po' come un essere inferiore...ma questo nella parte conscia di me ...mentre dentro di me sapevo o intuivo che non doveva essere così, e che solo per una mancata esperienza nella mia attuale realtà non avevo ancora potuto trovare conferma della mia intuizione...sentivo dentro me che le mie parole potevano avere invece un grande valore non perchè mie di Franca, ma in quanto appartenenti alla natura della quale sono parte e cioè del "Femminile", e da queste riflessioni e intuizioni mi è venuta fuori questa immagine....

martedì 10 febbraio 2009

ESPRESSIONI POETICHE


Se vuoi pagar l'Amore

ricordati che non ha prezzo

è un Dono

Quale moneta coniata in oro o platino

può competere con ciò?

Nessuna

Non ritorna Amore

per un gruzzolo d'oro in più..svanisce!

Perchè l'oro non s'accorda con il Dono

Perciò

prendi

ti regalo il mio Amore

L'unica vera ricompensa

è che anche tu

possa offrirmi

questo Dono

E l'unica Preghiera da fare

non è la tua per me

o la mia per te

Ma un'unica Preghiera

rivolta lassù

affinchè non arrivi

il giorno della carestia per noi

E il Dono dell'Amore

possa arrivare ogni giorno

magari, un po' più sofferto..

ma forse

anche un po'

più

vero, vivo, e reale

AMORE MIO

lunedì 9 febbraio 2009

DALL'ARCHIVIO DEI RICORDI...

Chi non ha fatto sognare ?....purtroppo vite troppo intense, anime veloci, che corrono in tutti i sensi.....e lui correva...correva....

« Sogna come se tu dovessi vivere per sempre, vivi come se tu dovessi morire oggi »
(James Dean)


domenica 8 febbraio 2009

IL LINGUAGGIO DEI FIORI....un post per un'amica


Se dovessi dare retta alla difficoltà che incontro, con le nuove tecnologie, im massima parte col web, avrei dovuto smettere da un pezzo, da ieri il mio Pc, dà i numeri, ed io a contrastarlo con tutta la mia testardaggine, per non essere messa alle corde.

Ogii, è una stupenda giornata di sole, e passeggiando all'aria aperta è già possibile sentire la Primavera in arrivo...le foto davvero poco belle che qui vi faccio vedere, sono dei rametti di Calicanto, e delle tenere e timide Pratoline...che spuntano già qui e là nell'erba che sta cominciando la sua vita, dopo il lungo inverno di gelo....Mi stupisco sempre davanti alla naturta, all'erba poi in maniera particolare...ha la capacità di farsi spazio anche con un solo esile filo, fra gli interstizi del cemento...
Nel piccolo mazzetto che ho composto, tra i rametti di Calicanto e le Pratoline, è racchiuso nel loro linguaggio un messaggio articolato : il Calicanto rappresenta in modo particolare Amore Spirituale, e le Margheritine ...semplicità, innocenza, spontaneità, bontà, freschezza e purezza...dopo tutte queste virtù...non mi stupisco se un partito politico abbia voluto scegliere come proprio simbolo la Margherita.....ma questo è un altro paio di maniche, se poi magari tra la simbologia scelta e l'operato il salto è un po' grande.
Dei fiori mi stupisce la loro natura così delicata ed effimera, e allo stesso tempo, così tenace...oggi in una giornata di sole...e dopo lunghe gelate mi sono persa ad osservare la natura...molto vicina alla metafora dell'anima la vita dei fiori e delle piante...(all'anima come ai fiori) basta anche solo una piccola fessura di sole per essere viva e bella, senza la preoccupazione di poter essere calpestata...come le piccole Margherite che ho trovato io oggi...ma se qualcuno le calpesta, senza nemmeno vederle è anche vero...che a me hanno allietato una domenica che per altri versi avrebbe potuto essere anche triste...ho visto persino qualche minuscolo e brillantissimo Myosotis....(simbolo del ricordo...in gergo popolare lo chiamano anche Gli occhi della Madonna- o Non ti scordare di me...) ho passeggiato per quasi un'ora senza stancarmi di ossservare l'erba, le foglie secche ancora ammassate sul terreno...e qui e là, qualche puntino bianco che spuntava per farsi ammirare....
Amo tutti i fiori, alcuni meno, altri alla follia...ma i fiori che in assoluto mi prendono e mi affascinano sono i fiori spontanei...per fare un parallelo estetico con la bellezza delle persone...i fiori coltivati sono belli mi piacciono molto...ma è un po' come il confronto delle veline e altre ragazze belle senza quasi saperlo, e senza soprattutto volerlo mettere in mostra assomigliano a quei fiori spontanei della natura...certo i fiori coltivati non sono loro che hanno deciso di essere messi in vetrine e coltivati e curati artificialmente..ed io questo è un po' radicale ma lo sento quasi come una violenza...un accanimento terapeutico che deve alimentare soprattutto il business...
Chi ama i fiori e se ne deve occupare...di certo se si ammalano li deve curare e anche con le medicine dovute....ma li cura perchè vuole che vivano....
Basta mi fermo, perchè i miei pensieri e le mie idee...sono abbastanza insoliti e fuori dal normale, e non voglio scandalizzare nessuno...all'amica alla quale ho dedicato il post...dico solo che vorrei avere un giardino....e lei che lo ha...ha già un pezzo di Paradiso tutto per lei...ciao Syl